Il fenomeno dell'urbanizzazione, che si è manifestato in modo inarrestabile negli ultimi 50 anni, soprattutto in Africa e in Asia, sembra essere inarrestabile, al pari dell'attuale andamento economico. Ogni giorno intere famiglie vengono cacciate dalle zone rurali, nella speranza di trovare fortuna altrove. Intorno alla capitale Dhaka, enormi baraccopoli di lamiera e plastica sono sorte senza elettricità, gas o acqua, per non parlare di un sistema fognario, circondate da cumuli di spazzatura dove cani, capre e mucche rovistano indisturbati alla ricerca di cibo. Gli abitanti delle baraccopoli sopravvivono a malapena o sopportano lunghi viaggi giornalieri per raggiungere la "vera" città in cerca di lavoro. I loro figli sono diventati quasi invisibili perché non sono registrati: non registrati alla nascita, esclusi dalla scuola, contribuiscono al reddito familiare svolgendo lavori casuali e spesso pericolosi, vivendo per strada dove sono ulteriormente esposti a violenze e abusi da parte degli adulti.

Il reportage “Vita nello slum di Dhaka” fa parte di un progetto più ampio denominato “Invisible People” di Luca Catalano Gonzaga. Il progetto, realizzato da Witness Image e finanziato dalla Fondazione Nando ed Elsa Peretti, raccoglie reportage fotografici su uomini, donne e bambini le cui vite sono state dimenticate tra vecchie e nuove forme di povertà e sfruttamento.