Il reportage “Mapuche: popolo della terra” di Luca Catalano Gonzaga sulla rivista italiana “Io Donna”
La resistenza dei Mapuche ai coloni spagnoli era famigerata, il loro nazionalismo e la loro indipendenza erano leggendari. Una volta stipulato un trattato, ai Mapuche furono assegnate terre da coltivare e vivere per secoli. Sotto la dittatura di Pinochet, le terre indigene Mapuche furono vendute alle 7 famiglie più potenti del Cile. Gli effetti sociali, economici e ambientali di tale decisione furono, e sono, catastrofici. La fauna locale e le ortiche furono sradicate per far posto a piantagioni di eucalipti, che seccano il terreno, alterando e infine distruggendo la biodiversità. I Mapuche furono costretti a rifugiarsi nelle povere regioni montuose del Cile con mezzi di sussistenza limitati. Durante la dittatura di Pinochet fu attuata una legge antiterrorismo per fermare qualsiasi forma di opposizione al regime. I Mapuche vengono ancora oggi imprigionati per aver protestato contro le continue violazioni dei loro diritti e, secondo un attivista per i diritti umani, spesso possono trascorrere fino a 3 anni in prigione in attesa di processo. Ironicamente, i Mapuche, il cui nome nella lingua nativa significa in realtà "popolo della terra", stanno rapidamente diventando un popolo senza terra.
Il reportage “Mapuche: gente della terra” fa parte di un progetto più ampio denominato “Popolo invisibile” di Luca Catalano Gonzaga. Il progetto, realizzato da Witness Image e sostenuto finanziariamente dalla Fondazione Nando ed Elsa Peretti, raccoglie reportage fotografici su uomini, donne e bambini le cui vite sono state dimenticate tra vecchie e nuove forme di povertà e sfruttamento.