Il cambiamento climatico rappresenta una delle sfide più grandi che l’umanità si trova ad affrontare oggi e negli anni a venire. Il riscaldamento globale, lo scioglimento dei ghiacci, la crescente frequenza di siccità e alluvioni sono tutti sintomi dei cambiamenti in atto. Di fronte ai gravi rischi per il pianeta e per le generazioni future, è necessario prestare attenzione e impegnarsi in azioni di tutela sempre più efficaci. Questi cambiamenti mettono a rischio ogni anno 175 milioni di bambini, con un aumento del 40% rispetto a dieci anni fa. Il riscaldamento globale ha ripercussioni dirette sulla vita quotidiana della popolazione mondiale. L’innalzamento del livello dei mari e la desertificazione stanno causando un aumento della povertà nelle comunità agricole. Sebbene il cambiamento climatico sia un fenomeno globale, gli effetti del riscaldamento colpiscono in modo particolare le nazioni meno sviluppate, e in particolare i bambini, come dimostrano i dati sulla mortalità. Un esempio è la malaria: ogni anno questa malattia uccide circa 800.000 bambini sotto i cinque anni. Un numero destinato ad aumentare con l’innalzarsi delle temperature in vaste aree del mondo. Il cambiamento climatico porterà anche a un incremento della malnutrizione: secondo stime dell’UNICEF, entro il 2050 si conteranno fino a 25 milioni di bambini denutriti. La correlazione tra cambiamento climatico e problemi sociali, economici e politici spingerà probabilmente molti bambini a diventare eco-rifugiati, separati dalle proprie famiglie ed esposti a situazioni di sfruttamento.

Il progetto “Sopravvivenza dei bambini in un clima che cambia” è finanziato dalla Fondazione Nando ed Elsa Peretti.