Il progetto “Sopravvivenza dei bambini in un clima che cambia” di Luca Catalano Gonzaga nell’edizione della rivista del fotografo ucraino.
Il cambiamento climatico rappresenta una delle sfide più grandi che l’umanità si trova ad affrontare oggi e negli anni a venire. Il riscaldamento globale, lo scioglimento dei ghiacci, la crescente frequenza di siccità e alluvioni sono tutti sintomi dei cambiamenti in atto. Di fronte ai gravi rischi per il pianeta e per le generazioni future, è necessario prestare attenzione e impegnarsi in azioni di tutela sempre più efficaci. Questi cambiamenti mettono a rischio ogni anno 175 milioni di bambini, con un aumento del 40% rispetto a dieci anni fa. Il riscaldamento globale ha ripercussioni dirette sulla vita quotidiana della popolazione mondiale. L’innalzamento del livello dei mari e la desertificazione stanno causando un aumento della povertà nelle comunità agricole. Sebbene il cambiamento climatico sia un fenomeno globale, gli effetti del riscaldamento colpiscono in modo particolare le nazioni meno sviluppate, e in particolare i bambini, come dimostrano i dati sulla mortalità. Un esempio è la malaria: ogni anno questa malattia uccide circa 800.000 bambini sotto i cinque anni. Un numero destinato ad aumentare con l’innalzarsi delle temperature in vaste aree del mondo. Il cambiamento climatico porterà anche a un incremento della malnutrizione: secondo stime dell’UNICEF, entro il 2050 si conteranno fino a 25 milioni di bambini denutriti. La correlazione tra cambiamento climatico e problemi sociali, economici e politici spingerà probabilmente molti bambini a diventare eco-rifugiati, separati dalle proprie famiglie ed esposti a situazioni di sfruttamento.
Il progetto “Sopravvivenza dei bambini in un clima che cambia” è finanziato dalla Fondazione Nando ed Elsa Peretti.