Il lago Tsho Rolpa, il lago glaciale più grande e pericoloso del Nepal, si trova nella valle del Rolwaling, circa 30 km a sud-ovest del Monte Everest. Si è formato negli ultimi quarant'anni a causa della stagnazione, dello scioglimento e del ritiro del ghiacciaio Trakarding. Il lago, situato a 4.580 metri sopra il livello del mare, è lungo circa 3 km, largo 500 m e profondo fino a 130 m. È trattenuto da una diga morenica naturale instabile e a rischio di rottura. Se la diga dovesse cedere, la conseguente inondazione di circa 80 milioni di metri cubi d'acqua causerebbe gravi danni per 100 km o più a valle, mettendo a rischio fino a 6.000 vite. Minaccia inoltre il cantiere di un progetto idroelettrico da 60 megawatt e altre infrastrutture. I danni che ne deriverebbero avrebbero un grave impatto sull'economia del Nepal.
Il rischio attuale di un guasto è considerato elevato e in rapido aumento. In attesa che gli ingegneri trovino un modo per abbassare il livello dell'acqua, il lago Tsho Rolpa è attualmente circondato da sensori e allarmi collegati alle sirene dei villaggi in pericolo. Questi dispositivi possono dare un preavviso di soli 10 minuti, un tempo insufficiente per un'eventuale evacuazione. Intere famiglie di contadini che vivono nella valle del Rolwaling sono quindi seriamente preoccupate per la propria sopravvivenza e per il futuro dei propri figli. Ciononostante, sono costrette a rimanere nei loro villaggi, poiché la coltivazione di patate è la loro unica fonte di reddito, insieme alla cura degli yak.

Il reportage “Glacial lake outburst flood” fa parte di un progetto più ampio denominato “Child survival in a changing climate” di Luca Catalano Gonzaga. Il progetto è realizzato da Witness Image e sostenuto finanziariamente dalla Fondazione Nando ed Elsa Peretti.